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Vera,
lontana e irreale ora sei,
ma se pur penso al tempo andato,
breve ma come di fuoco,
se pur volgo lo sguardo intorno
agli alberi freschi e bianchi di petali,
alla terra umida ritratta a colori,
se poso le dita ed avverto le cose,
anche quelle più odiose,
il cuore si riempie di te
e ricordo il tuo nome
e il tuo volto:
Vera tu sei,
ma lontana e irreale tu stai
e mi getti ogni sera nella solitudine.
Chissà se il mare un dì si aprirà
per porgere al sole misteri irreali,
chissà se la terra per te rifiuterà
il denso inverno del nord,
chissà se un giorno non lontano
ti vedrò tornare fra quei tetti
che sostano laggiù?
Vera tu sei,
ma lontana e irreale tu vai
sulle rive del tuo mare tutto blu.
Forse pensi al paese
sperduto quassù
che mi lascia ogni volta
più solo di sera.
Il vento corre sul grano novello,
mi scuote i capelli,
domani è già qui e tu non ci sei.
Vera tu sei,
ma lontana e irreale
per quanto sarai?
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