AI POPOLI OPPRESSI

  Da quella terra, bruciata dal sole,
si levan da tempo flebili lamenti.
Sono le voci di chi
più non resiste a custodire in silenzio
azioni, pensieri e parole di libero uomo.

Sono studenti, operai e poeti,
sono artisti, signori e plebei,
che si sentono feriti
e tramano nell'ombra
avversi a chi,
con piede schifoso,
vuole in loro schiacciare
lo spirito umano

Erano studenti, operai e poeti,
erano artisti, signori e plebei,
e son spariti nell'ombra
con le vene stracciate
dagli artigli bestiali
della mano dittatrice.

Erano voci forti, sicure
e piene di odio,
inneggianti al vivere libero,
ma ora tacciono, soffocate,
segretamente rinchiuse,
sepolte.

Ci giunge egualmente,
flebile un lamento
e un giorno……………..
studenti, artisti e plebei,
operai, signori e poeti
insorgeranno
e stroncheranno
sotto i raggi accecanti del sole
quel dittatore!



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